ASUS MX279H in test
Colour banding
Come primo test abbiamo verificato la presenza del classico fenomeno del colour banding, ovvero delle bande di colore sulle sfumature con diverse tonalità.
Il comportamento è in linea con le aspettative; trattandosi di un IPS da 6-bit con funzione AFCR, si riescono a distinguere alcune bande.
Uniformità
Suddividendo lo schermo in nove rettangoli, abbiamo misurato con il colorimetro l’uniformità della luminosità e dei colori. La differenza massima registrata è risultata pari al 18%, con una media del 9,3%, per quanto riguarda la luminosità, mentre per il colore, il Delta-E maggiore è stato di 2,4, con una media dell’1,1. Accettabile l’uniformità del colore, ma altrettanto non si può dire per la luminosità.
Abbiamo inoltre catturato due immagini con una schermata nera al buio con diverso tempo di esposizione della fotocamera. L’immagine di sinistra riporta la situazione più simile riscontrabile a occhio nudo, mentre quella di destra ha una sensibilità maggiore alla luminosità.
Nel backlight il monitor ha mostrato qualche problema, che ricordiamo è funzione del singolo esemplare. Oltre a manifestare fasci luminosi ai quattro angoli, nella metà bassa della zona centrale si percepisce come un alone di colore rosso; si precisa che questo è distinguibile solo con schermate quasi completamente nere.
Angoli di visione
Uno dei maggiori punti di forza dei pannelli di tipologia IPS sono gli angoli di visione molto ampi, più di quelli presenti su pannelli VA e, a maggior ragione, dei TN.
Come già visto anche nell’i2757Fm, gli angoli di visione del pannello AH-IPS sono molto buoni, ma presenta il classico IPS glow, ovvero le tonalità più scure tendono a schiarire all’aumentare dell’angolo di visione.
Reattività
ASUS chiama la sua funzione di overdrive Trace Free e può essere regolata da 0 a 100 con intervalli di 20. Come di consueto abbiamo catturato 10 foto per ciascun setting e riportiamo di seguito il valore migliore e peggiore dalla sequenza ottenuta.
All’aumentare dell’azione dell’overdrive, già dal valore 60 di default, tende a verificarsi il fenomeno del reverse ghost (fantasma scuro), mentre impostando 0, la presenza del ghost è piuttosto evidente. Le condizioni medio basse, 20 e 40, non presentano grandi variazioni tra loro e risultano le migliori anche nell’estrapolazione media dei risultati; possiamo comunque asserire che 40 sembra il setting che meglio bilanci il tempo di risposta dei pixel senza eccessivi overshoot.